giovedì 12 novembre 2015

L'impegno antimafia continua più forte di prima

“La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.”
Così diceva Paolo Borsellino ai tanti giovani e durante i convegni, ed è proprio ispirandomi a queste parole che ho deciso di fare antimafia.
Ogni tanto, nella vita, capitano periodi in cui ci si ferma a riflettere, ed è ciò che mi è capitato quest’estate ma neppure per un secondo ho mai pensato di abbandonare il mio impegno antimafioso. Fare antimafia, per me, non è solo un’attività di volontariato ma addirittura uno stile di vita.

Qualche settimana fa scrissi che avrei continuato a fare antimafia e che avevo anche trovato una nuova casa. Finalmente, dopo una serie di passaggi burocratici, posso comunicare ufficialmente di aver trovato una nuova casa. Ho, infatti, aderito all’associazione “SAO – Saveria Antiochia Osservatorio Antimafia”, un’associazione nata nel 2006 a Milano con l’aiuto di Libera e OMICRON.
Le motivazioni che mi hanno portato a questa scelta sono rappresentate dai valori che l’associazione condivide e cerca di divulgare. SAO s’ispira a principi di solidarietà, di trasparenza e di democrazia.
L’associazione persegue finalità di solidarietà sociale e si riconosce nei seguenti valori fondamentali: la libertà di espressione e di pensiero, il rispetto e la tutela dei diritti dei cittadini e di ogni forma di diversità, la giustizia sociale, la solidarietà verso i deboli e gli emarginati. L’Associazione s’impegna alla promozione e tutela dei valori della legalità e dei diritti umani e civili e all’impegno contro ogni forma d’illegalità e di organizzazione criminale, nonché di intolleranza, di violenza, di discriminazione, di razzismo.
SAO è un’associazione conosciuta e stimata in tutto il territorio nazionale, soprattutto nella nostra regione. Sarà quindi un mio compito impegnarmi a essere vigile, combattere la cultura mafiosa attraverso progetti scolastici, convegni e altre attività. La mia attenzione volgerà principalmente verso le questioni legate alla provincia di Brescia, ma non per questo farò mancare il mio sostegno a tutte le persone impegnate nella lotta alla mafia.

Per maggiori informazioni sull’associazione, è possibile visitare il sito internet: www.centrostudisao.org

martedì 3 novembre 2015

Acqua bene comune ma a gestirla saranno i privati

Una mia lettera, relativa al nuovo gestore del servizio idrico della provincia di Brescia, inviata al Direttore del Giornale di Brescia e pubblicata martedì 3 novembre nella sezione "Lettere al Direttore" dello stesso giornale.


martedì 27 ottobre 2015

Servizio Idrico Integrato - Il Comune di Borgosatollo tradisce l'esito referendario: sì al sistema misto pubblico/privato

Lo scorso 9 ottobre, l’Assemblea dei Sindaci ha votato a maggioranza l’affidamento a un’unica società a capitale misto pubblico/privato la gestione dell’acqua e della depurazione dei comuni della provincia di Brescia, tradendo così il risultato referendario del 2011. Per la precisione i voti favorevoli sono stati 97 contro i 38 contrari e i 9 astenuti. Tra i voti favorevoli anche quello del Sindaco di Borgosatollo.

Il sistema misto prevede una parte pubblica e una privata che dovrà avere una partecipazione minima del 40%. Il primo problema che sorge è che non è stato stabilito un tetto massimo, quindi nelle successive fasi di approvazione del Sistema Idrico Integrato, la quota di partecipazione privata potrà anche superare il 50%, acquisendo, di fatto, la gestione. I Sindaci favorevoli al sistema misto hanno dichiarato che s’impegneranno a far rimanere la quota di maggioranza pubblica ma il problema essenziale rimane: se è vero che l'acqua è un bene di tutti, è anche vero che un privato voglia ottenere degli utili. E quindi come può questo sistema misto garantire un servizio equo per tutti i cittadini senza aumentare i prezzi?

Un altro aspetto da sottolineare riguarda come si è arrivati a tale scelta. A mio parere, una questione così importante come la gestione dell'acqua meritava una consultazione con la cittadinanza, invece, non è stato costruito nemmeno un passaggio in Consiglio Comunale, tantomeno che in Commissione Territorio.
Se la cittadinanza non è consultata per decisioni così importanti, in quali altre occasioni dovrebbe poter partecipare alla vita politica del paese? 

Un’altra obiezione dei Sindaci favorevoli al sistema misto è che “non c’era alternativa” ma anche questo non è vero. Infatti, in tutta la regione Lombardia, le uniche Province ad aver scelto il sistema misto sono state quelle di Brescia e Mantova, mentre tutte le altre hanno scelto per una gestione totalmente pubblica. Non si poteva quindi seguire l’esempio di altre Province?
Inoltre, una proposta che prevedeva la creazione di una società interamente pubblica è stata presentata anche da quattro Sindaci bresciani (Borgo San Giacomo, Cigole, San Gervasio e Verolavecchia) ma purtroppo non è passata, o meglio, non è nemmeno stata presa in considerazione. 
Per chi volesse leggerla, qui trovate il Programma operativo affidamento Servizio Idrico Integrato presentato dai quattro Sindaci.
Dispiace poi costatare come molti membri dell’attuale maggioranza, nel 2011 fecero parte proprio del Comitato referendario costituito a Borgosatollo dove alle urne uscì il voto favorevole all’acqua pubblica.

Cito infine alcuni punti fondamentali della “Risoluzione del Parlamento Europeo sull'acqua pubblica” dell'8 settembre:

15 - l'ONU afferma che il diritto umano all'approvvigionamento idrico e alle strutture igienico-sanitarie riconosce a chiunque il diritto all'acqua per l'utilizzo personale e domestico che sia di elevata qualità, sicura, accessibile fisicamente ed economicamente, sufficiente e accettabile; sottolinea che un'ulteriore raccomandazione dell'ONU prevede che i pagamenti per i servizi idrici, ove siano previsti, debbano ammontare al massimo al 3% del reddito familiare;
18 - invita la Commissione a riconoscere l'importanza del diritto umano all'acqua e alle strutture igienico-sanitarie come bene pubblico e valore fondamentale per tutti i cittadini dell'UE, e non come merce
22 - riconosce che, come affermato nella direttiva quadro sulle acque, l'acqua non è un prodotto di scambio ma un bene pubblico essenziale per la vita e la dignità umane;
24 - ritiene che, in merito alla regolamentazione e al controllo, sia necessario tutelare la proprietà pubblica dell'acqua incoraggiando il ricorso a modelli di gestione pubblici, trasparenti e partecipativi in cui l'autorità che detiene la proprietà pubblica abbia la facoltà, soltanto in alcuni casi, di attribuire all'iniziativa privata alcuni compiti di gestione, secondo condizioni rigorosamente regolamentate e salvaguardando costantemente il diritto ad avvalersi della risorsa e di adeguate strutture igienico-sanitarie;
30 - osserva che l'acqua deve essere considerata una risorsa ecosociale e non un mero fattore di produzione.

Il 19 ottobre, l’Assemblea Provinciale ha ufficialmente ratificato la decisione presa dell’Assemblea dei Sindaci registrando solo un voto contrario, quello del Sindaco Giuseppe Lama di Borgo San Giacomo, promotore del documento sulla gestione idrica pubblica e anche Consigliere provinciale.

venerdì 2 ottobre 2015

Dedicato ai nonni

Ci sono delle cose
che solo i nonni sanno,
son storie più lontane
di quelle di quest’anno.
Ci sono delle coccole
che solo i nonni fanno,
per loro tutti i giorni
sono il tuo compleanno.
Ci sono nonni e nonne
che fretta mai non hanno:
nonni e nipoti piano
nel tempo insieme stanno.

Di Bruno Tognolini