lunedì 8 maggio 2017

Francia: vittoria dell'Europa liberale e capitalista

Andrea Grasso: "Francia, tra banche e fascismi". Macron e Le Pen
Macron ha vinto le presidenziali francesi battendo al ballottaggio Marine Le Pen, candidata del Front National Marine. Al grido di "En Marche" e "né di destra né di sinistra" ha convinto gli elettori  ottenendo il 66%. Molti politici, anche del nostro bel Paese, plaudono alla vittoria del giovane Macron come argine alle derive fasciste, populiste ed eversive che stanno avanzando in Europa. Ed è proprio l'Europa, o meglio i tecnocrati europei a essere felici per primi perché il nuovo inquilino dell'Eliseo è uno di loro. Sì perché Macron ha lavorato presso Rothschild & Cie Banque, una banca d’affari del gruppo facente capo a David Rothschild che è tra i suoi sostenitori. Considerato il volto nuovo della politica francese, ma con le idee ben chiare visto che nel 2014, all'età di soli 36 anni, diventa Ministro dell'Economia nel secondo Governo di Manuel Valls.

Personalmente non ho nulla di cui gioire per due motivi: il primo perché l'estrema destra francese ha comunque raggiunto prima il ballottaggio e poi il 34% dei voti che non per un partito politico così schierato politicamente non sono per niente pochi. Il secondo motivo perché Marine Le Pen è stata sconfitta solo al ballottaggio, ma il pensiero culturale che anima il suo movimento è ancora vivo e si può combattere solo con politiche di netta contrapposizione e non dichiarandosi "né di destra né di sinistra".

Dopo Mario Monti per l'Italia, l'Europa liberale e capitalista ha piazzato un altro suo esponente alla guida di un Paese. Con Emmanuel Macron rivedremo le riforme chieste in questi anni di crisi a partire dalla "Loi Travail", il Jobs Act alla francese, che l'anno scorso scatenò le proteste dei francesi che manifestarono il dissenso in piazza. Le stesse riforme restrittive che, peraltro, hanno permesso ai movimenti di destra di avanzare e guadagnare consenso.

Desolé, chère France.