lunedì 29 agosto 2016

Caro estortore. In ricordo di Libero Grassi che diede inizio alla lotta contro il racket

 Il 29 agosto ricorre l'anniversario della morte dell'imprenditore palermitano Libero Grassi, ucciso nell'estate del 1991 perché decise di opporsi alle richieste di pizzo della mafia. La sua lettera "Caro estortore" pubblicato il 10 gennaio 1991 sul Giornale di Sicilia e il suo impegno rappresentano l'inizio della lotta contro il racket. 
Di seguito la lettera "Caro estortore" e una lettera postuma pubblicata sempre dal Giornale di Sicilia il giorno dopo sua morte.  

«Caro estortore, volevo avvertire il nostro ignoto estortore di risparmiare le telefonate dal tono minaccioso e le spese per l’acquisto di micce, bombe e proiettili, in quanto non siamo disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della polizia. Ho costruito questa fabbrica con le mie mani, lavoro da una vita e non intendo chiudere… Se paghiamo i 50 milioni, torneranno poi alla carica chiedendoci altri soldi, una retta mensile, saremo destinati a chiudere bottega in poco tempo. Per questo abbiamo detto no al “Geometra Anzalone” e diremo no a tutti quelli come lui». 

Libero Grassi, Giornale di Sicilia del 10-01-1991   


La lettera di Libero Grassi pubblicata dal “Corriere della Sera” il 30/8/1991, il giorno successivo alla sua uccisione

La “Sigma” è un’azienda sana, a conduzione familiare. Da anni produciamo biancheria da uomo: pigiami, boxer, slip e vestaglie di target medio-alto che esportiamo in tutta Europa. Abbiamo 100 addetti: 90 donne e 10 uomini. Il nostro giro d’affari è pari a 7 miliardi annui. Evidentemente è stato proprio l’ottimo stato di salute dell’impresa ad attirare la loro attenzione. La prima volta mi chiesero i soldi per i “poveri amici carcerati”, i “picciotti chiusi all’Ucciardone”. Quello fu il primissimo contatto. Dissi subito di no. Mi rifiutai di pagare. Così iniziarono le telefonate minatorie: “Attento al magazzino”, “guardati tuo figlio”, “attento a te”. Il mio interlocutore si presentava come il geometra Anzalone, voleva parlare con me. Gli risposi di non disturbarsi a telefonare. Minacciava di incendiare il laboratorio. Non avendo intenzione di pagare una tangente alla mafia, decisi di denunciarli. Il 10 gennaio 1991 scrissi una lettera al “Giornale di Sicilia” che iniziava così: “Caro estortore…”. La mattina successiva qui in fabbrica c’erano dei carabinieri, dieci televisioni e un mucchio di giornalisti. A polizia e carabinieri consegnai 4 chiavi dell’azienda chiedendo loro protezione. Mentre la fabbrica era sorvegliata dalla polizia entrarono due tipi strani. Dissero di essere “ispettori di sanità”. Fuori però c’era l’auto della polizia e avevano grande premura. Volevano parlare a tutti i costi con il titolare. Scesi e dissi loro che il titolare riceve solo per appuntamento e al momento era impegnato in una riunione. Se ne andarono. Li descrissi alla polizia e loro si accorsero che altri imprenditori avevano fornito le medesime descrizioni. Gli esattori del “pizzo”, i due che indifferentemente si facevano chiamare geometra Anzalone, altri non erano che i fratelli gemelli Antonio e Gaetano Avitabile, 26 anni. Furono arrestati il 19 marzo insieme ad un complice. Una bella soddisfazione per me, ma anche qualche delusione; il presidente provinciale dell’Associazione industriali, Salvatore Cozzo, dichiarò che avevo fatto troppo chiasso. Una “tamurriata” come si dice qui. E questo, detto dal rappresentante della Confindustria palermitana, mi ha ferito. Infatti dovrebbero essere proprio le associazioni a proteggere gli imprenditori. Come? È facile. Si potrebbero fare delle assicurazioni collettive. Così, anche se la mafia minaccia di dar fuoco al magazzino si può rispondere picche. Ma anche a queste mie proposte il direttore dell’Associazione industriali di Palermo, dottor Viola, ha detto no, sostenendo che costerebbe troppo. Non credo però si tratti di un problema finanziario, è necessaria una volontà politica. L’unico sostegno alla mia azione, a parte le forze di polizia, è venuta dalla Confesercenti palermitana. Devo dire di aver molto apprezzato l’iniziativa SoS Commercio che va nella stessa direzione della mia denuncia. Spero solo che la mia denuncia abbia dimostrato ad altri imprenditori siciliani che ci si può ribellare. Non ho mai avuto paura ed ora mi sento garantito da ciò che ho fatto. La decisione scandalosa del giudice istruttore di Catania, Luigi Russo (del 4 aprile 1991) che ha stabilito con una sentenza che non è reato pagare la “protezione” ai boss mafiosi, è sconvolgente. In questo modo infatti è stato legittimato con il verdetto dello Stato il pagamento delle tangenti. Così come la resa delle istituzioni e le collusioni. Proprio ora che qualcosa si stava muovendo per il verso giusto. Stabilire che in Sicilia non è reato pagare la mafia è ancora più scandaloso delle scarcerazioni dei boss. Ormai nessuno è più colpevole di niente. Anzi, la sentenza del giudice Russo suggerisce agli imprenditori un vero e proprio modello di comportamento; e cioè, pagate i mafiosi. E quelli che come me hanno invece cercato di ribellarsi? Ora più che mai le Associazioni imprenditoriali che non si impegnano sinceramente su questo fronte vanno messe con le spalle al muro. La risposta infatti deve essere collettiva per spersonalizzare al massimo la vicenda.

domenica 28 agosto 2016

Commissioni puntuali e chiarezza delle informazioni


Vorrei rispondere a un paio di affermazioni rilasciate dal Sindaco di Borgosatollo e pubblicate recentemente sui due principali quotidiani locali in "Lettere al Direttore". 
Qualche settimana fa proposi di vietare il traffico da Borgosatollo verso Via dei Santi ai mezzi pesanti in direzione dell'azienda EcoServizi sita nel Comune di Brescia, seppur al confine, e causa di disagi olfattivi ed emissioni di odori nauseanti.
La proposta è stata rigettata dal Sindaco in quanto, secondo il suo parere, è impraticabile perché creerebbe un danno anche ad alcune aziende di Borgosatollo lungo la strada. 
Su questo punto voglio dire che tale risposta non mi trova d'accordo perché le uniche aziende lungo Via dei Santi e situate nel territorio comunale di Borgosatollo, anche se ricevessero mezzi superiori alle 3,5 tonnellate, potrebbero avere permessi in modo da non creare danni economici all'attività produttiva.

Il Sindaco, poi, m'invita a esporre e presentare questa e altre proposte in Commissione, ma anche in questo caso sono costretto a dissentire non perché non ritengo la Commissione il luogo adatto, ma per colpa del modus operandi dell'attuale maggioranza e di come sono convocate le Commissioni comunali. Sono membro della Commissione II come rappresentante estratto tra i cittadini e non in quota politica, il che significa che non ho alcun referente in Consiglio Comunale. Da rappresentante dei cittadini, prima di esprimere pareri in Commissione, ho l'abitudine di confrontarmi con gli abitanti del paese e commentare o proporre solo dopo aver raccolto le informazioni necessarie. Purtroppo non sempre mi è possibile argomentare le mie posizioni in Commissione perché da maggio 2014 a oggi, la quasi totalità di esse sono state convocate solo elencando i temi all'ordine del giorno senza allegare un misero stralcio di documento, il che non mi permette di arrivare preparato in Commissione. Non essendo espressione di alcuna forza politica presente in Consiglio apprendo le notizie durante la Commissione e solo allora posso avere un confronto con la cittadinanza. 
Invito quindi il Sindaco a fornire maggiori elementi e informazioni quando sono convocate le Commissioni così da poter leggere le carte e pensare a eventuali proposte. Sarebbe inoltre opportuno convocare le Commissioni periodicamente e non come se fossero degli spot pubblicitari. 

Il Sindaco, infine, definisce "improvvisata" la mia proposta sostenendo che la non accettazione è un senso di responsabilità e non di debolezza. Voglio ricordare al Sindaco che la proposta da me suggerita non è nuova. Infatti, l'ipotesi di limitare il traffico ai mezzi pesanti fu già suggerita anni fa e riproposta in questi giorni anche da altri cittadini che però hanno ricevuto soltanto porte in faccia da chi amministra. Ecco il ritornare della mia tesi secondo la quale l'attuale Amministrazione usa il bastone con i piccoli e la carota con i forti.

sabato 27 agosto 2016

E' iniziata la festa "Sinistra Ecologia Libertà - Sinistra Italiana" nel segno della solidarietà

Venerdì 26 agosto è iniziata la festa della federazione bresciana di "Sinistra Ecologia Libertà - Sinistra Italiana" e durerà fino a lunedì 29 con la chiusura del Segretario nazionale del partito Nicola Fratoianni. 

Quattro giorni di festa per riportare al centro del dibattito politico temi importanti come l'ambiente, il mondo femminile, l'immigrazione, l'Europa, l'integrazione sociali e il referendum costituzionale. 
Temi importanti sui quali, a anche altri, vorrà puntare Sinistra Italiana, il nuovo soggetto politico che da mesi ha avviato su tutto il territorio nazionale una campagna costituente che porterà entro la fine dell'anno alla sua nascita ufficiale.

Sinistra Ecologia Libertà ha scelto di stare al fianco degli ultimi e di chi in questo momento sta soffrendo. Durante la festa, infatti, sarà possibile fare delle donazioni per i cittadini recentemente colpiti dal sisma e anche per gli operai della Stefana di Nave che sono ancora in attesa di conoscere il loro futuro lavorativo. Parte dell'incasso totale della festa bresciana e di tutte le federazioni nazionali, inoltre, sarà devoluto alle popolazioni colpite dal terremoto.

Gli appuntamenti sono tanti e tutti molto interessanti, grazie anche alla presenza di relatori competenti, e soprattuto accompagnati dall'ottima cucina dei volontari bresciani.
Per non perdersi gli appuntamenti della festa, potete leggere il programma completo sul sito delle Federazione bresciana di Sinistra Ecologia Libertà

Vi aspettiamo!!

giovedì 25 agosto 2016

Battaglia sugli orti sociali: il comitato non si arrende

dal Bresciaoggi
di giovedì 25 agosto 2016 (pag. 23)

Articolo di Cinzia Reboldi

BORGOSATOLLO. Continua il braccio di ferro sul parco di via Brodolini

Il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva del progetto ma i residenti non demordono «L’iter presenta anomalie»

«No» agli orti sociali in un parco pubblico. Lo hanno ribadito ieri i cittadini di via Brodolini a Borgosatollo in un incontro organizzato da Andrea Grasso, commissario comunale e membro del comitato di quartiere «Il parco di tutti non si tocca». Accanto a lui Angelo Pola della commissione 1 del Comune e una delegazione dei residenti che attraverso l’avvocato Pietro Garbarino ha presentato il ricorso al Tar. Nella battaglia di carte bollate il primo round è stato vinto dall’Ammministrazione civica. I giudici amministrativi - in attesa di esprimersi sul merito della vertenza -, hanno respinto la richiesta di sospensiva della delibera di Giunta. «La mobilitazione non è contro gli orti sociali - precisa Grasso -, ma sulla collocazione sbagliata. Ciò che vogliamo mettere in evidenza è il valore simbolico che il parco rappresenta per tutto il quartiere». L’area verde di via Brodolini ha una storia che risale ai primi anni Novanta, quando era stata utilizzata come discarica di rifiuti edili provenienti dalle costruzioni della zona. Il progetto dell’esecutivo dell’epoca prevedeva la realizzazione di un parcheggio, e fu allora che i residenti si rimboccarono le maniche: pulirono il terreno, lo piantumarono e lo dotarono di impianto di irrigazione. «Siamo consapevoli che il parco necessita di una riqualificazione - spiega Grasso -, ma questo deve avvenire attraverso la collocazione di nuove strutture per bambini e anziani, panchine e giochi, che invece dal 2009 ad oggi sono state tolte ogni volta che c’era la necessità di destinarle ad altre aree del paese». Il dissenso dei residenti non riguarda solo via Brodolini, «ma tutte le aree verdi del paese - spiega Grasso -: non si valorizza un parco privatizzandolo e diminuendo la sua fruibilità pubblica». «Concordiamo con l’esecutivo sul fatto che gli orti sociali debbano essere collocati in una zona centrale - gli fa eco Angelo Binosi, portavoce dei residenti -. Per questo non ci siamo limitati a dire no, ma abbiamo elencato delle alternative, ma le risposte sono state tutte negative». Secondo le famiglie di via Brodolini, anche le tempistiche evidenziano delle anomalie. «L’analisi del terreno è stata effettuata ai primi di maggio dalla Indam, che ha consegnato i referti il giorno 21 - afferma Pola -. Solo il 30 maggio la Giunta ha deliberato l’approvazione a procedere con le analisi e la scelta del parco di via Brodolini. Il primo giugno è stata convocata la cittadinanza per annunciare la scelta. Praticamente una posizione decisa a tavolino e presentata quando ormai i giochi erano fatti». «LE ANALISI del terreno, seppur con i valori nella norma, evidenziano la presenza di metalli pesanti, e quindi di sostanze nocive. Ha senso coltivarci ortaggi? - si chiede Angelo Pola -. Bisognerà anche capire cosa è stato usato per diserbare il terreno, visto che il regolamento comunale vieta l’utilizzo di sostanze chimiche e anticrittogamici». Il braccio di ferro, insomma, continua. «La scelta dellla Giunta e va nella direzione della riqualificazione sia del parco che del quartiere - precisa l’assessore alla Cultura Marco Frusca -. Sono stati già installati nuovi giochi, tavoli e panchine in un parco ormai abbandonato da tempo e sottoutilizzato. Siamo attenti alle esigenze del quartiere e abbiamo messo in campo un progetto importante, come quello degli orti sociali, proprio per rivitalizzarlo. Posizione condivisa dal giudice, visto che non ha ritenuto di sospendere i lavori, neanche in via precauzionale». Lavori fermi dall’inizio di agosto «sia per i tempi tecnici dettati dal diserbo che per l’attesa della sentenza del Tar sulla sospensiva», spiega Frusca. Ma che adesso potrebbero riprendere.

Orti sociali nel parco Brodolini: il Tar non blocca il progetto

dal Giornale di Brescia
di giovedì 25 agosto 2016 (pag. 21)

Articolo di Elena Bolpagni

Respinta la richiesta di sospensiva dei residenti «Non c’è alcuna urgenza», l’udienza il 21 settembre

Respinta la richiesta di sospensiva per il progetto degli orti sociali mossa dai residenti del quartiere Brodolini: il Comune può continuare la realizzazione degli appezzamenti all’interno del parco. Il Tar di Brescia ha deciso che «non sussistono i presupposti di estrema gravità ed urgenza» per determinarne la sospensione, in quanto l’attività comunale non trasformerà il suolo in modo irreversibile «né implica la realizzazione di opere inamovibili».Respinta dunque la richiesta di decreto cautelare urgente, si entrerà nel merito il 21 settembre, in camera di consiglio. Residenti. Il ricorso al Tar ha un altro punto saliente per i residenti nel quartiere Brodolini: «il principale elemento per cui abbiamo proposto il ricorso è l’eccesso di potere dell’attuale Amministrazione, con la quale mancano dialogo e condivisione - spiega Andrea Grasso, membro della commissione ambiente - il desiderio dei residenti è vedere parco Brodolini attrezzato per ospitare anziani e bambini. Rifiutiamo l’idea degli orti sociali nei parchi».In questo periodo il Comune ha aggiunto una panchina, un tavolo e un gioco ad un’altalena già esistente, ma gli abitanti non hanno intenzione di scendere a compromessi. Nei mesi scorsi l’Amministrazione ha esposto le sue ragioni sulla scelta del parco per ospitare gli orti (zona centrale, area ben illuminata, vicinanza alle scuole, impianto di irrigazione, buona qualità del terreno), ma gli abitanti non ci stanno.«Nel terreno si evidenziano, anche se con valori nella norma, metalli pesanti e sostanze nocive che non sono l’ideale per la coltivazione di ortaggi, oltre all’utilizzo nel parco di diserbante; proponiamo aree decentrate dove posizionare gli orti, per esempio la zona nord del laghetto di Gerole o l’ex vivaio». La replica. La risposta del Comune è decisa. «Intendiamo valorizzare e rivitalizzare quel parco con un progetto innovativo che vede dopo anni la riqualificazione dell’area - spiega Marco Frusca, assessore con delega alla comunicazione - l’Amministrazione pone al centro della politica comunale quel quartiere come progetto ecologico al passo con i tempi»

mercoledì 24 agosto 2016

Ufficiale il ricorso al TAR contro il Comune di Borgosatollo per gli orti

L’area verde di Via Brodolini, nota a tutta la cittadinanza come il Parco di via Brodolini ha una storia che risale ai primi anni novanta quando l’area era utilizzata come discarica di rifiuti edili provenienti dalle costruzioni della zona. Il progetto dell’allora A   amministrazione prevedeva che l’area diventasse un parcheggio e fu allora che i residenti del quartiere Brodolini decisero di impegnarsi per donare alla comunità un’area verde comune.
I cittadini hanno lavorato più di tre anni per ripulire il terreno, l’hanno piantumato e hanno costruito anche un impianto d’irrigazione grazie al loro lavoro.

Ciò che noi vogliamo porre in evidenza è il valore simbolico che il parco rappresenta per tutti quei cittadini del quartiere che hanno lavorato con le loro mani e i loro soldi per regalare a tutta la cittadinanza uno spazio verde pubblico.

Siamo consapevoli che il Parco necessita una riqualificazione, ma secondo noi la riqualificazione può passare soltanto dal posizionamento di nuove strutture per bambini e anziani, come scivoli, altalene e panchine che dal 2009 a oggi, invece, sono state tolte dall’Amministrazione e destinate ad altre aree. La sistematica rimozione delle sopra citate strutture ha contribuito all’allontanamento di molti bambini rendendo il parco meno partecipato. Riteniamo, inoltre, che un parco non si valorizzi privatizzandolo e diminuendo la sua fruibilità pubblica

Vogliamo sottolineare, però, che il nostro dissenso non riguarda solo il parco di Via Brodolini, ma si tratta di un pensiero più ampio secondo il quale nessun parco deve essere limitato della sua dimensione pubblica. Il progetto degli orti sociali è più che valido, ma la collocazione non può e non deve essere un parco, nemmeno per valorizzarlo. I parchi sono parchi e basta, sono fatti per giocarci e rilassarsi, non per essere coltivati a insalata, pomodori e carote.

Contestiamo, inoltre, la scelta del parco in questione perché se è vero che gli orti sociali migliorano l’assetto urbano, è anche vero che, come accaduto per esempio a Brescia in zona Poliambulanza, i terreni scelti non dovrebbero essere spazi già pubblici ma aree inutilizzate che, tra l’altro, esistono a Borgosatollo.
Concordiamo con l’Amministrazione sul fatto che gli orti sociali debbano essere collocati in una zona centrale del paese, per questo non ci siamo limitati a dire no, ma abbiamo anche elencato altre aree verdi, sempre centrali al paese, dotate di sistemi d’irrigazione e che più si addicono allo scopo, ma le risposte avute sono state tutte negative.

Da qui nasce il ricorso al TAR, oggetto principale della convocazione della conferenza stampa, che è fondato principalmente su un elemento: l’eccesso di potere dell’attuale Amministrazione. 
Gli Amministratori locali sono stati eletti democraticamente dai cittadini e per questo hanno il compito e il dovere di amministrare il Paese prendendo le decisioni che più ritengono giuste. Sono però venuti a mancare lo spirito democratico, la condivisione d’idee e soprattutto il dialogo. Gli attuali Amministratori hanno decantato la loro volontà di dialogo, ma solo a parole e mai con i fatti. Riportiamo di seguito alcune date per spiegare: nei primi giorni di maggio la ditta Indam ha iniziato un lavoro di analisi del terreno i cui risultati sono stati consegnati in data 21 maggio. In data 30 maggio, quindi dopo le analisi, la Giunta ha deliberato l’approvazione a procedere con le analisi, approvazione che doveva essere antecedente all’inizio delle analisi, e ha deliberato la scelta del Parco di via Brodolini. In data 1 giugno, vale a dire due giorni dopo la delibera, l’Amministrazione ha convocato la cittadinanza presso il Parco in questione per annunciare l’ufficialità della scelta. Alla luce di queste date, ci chiediamo dove sia il maggior dialogo democratico. Una posizione decisa a tavolino giorni prima e presentata alla cittadinanza da un'Amministrazione comunale che dice di saper ascoltare.

In conclusione vogliamo fare un appunto non di poco conto sulle analisi del terreno che, seppur con valori che sono risultati nella norma, evidenziano la presenza di metalli pesanti, e quindi sostanze nocive, quali l'arsenico, il cromo totale, il vanadio, lo zinco (quasi al limite), il piombo e il cobalto. I risultati delle analisi portano a chiederci se il terreno del Parco di via Brodolini, peraltro confinante con una strada molto trafficata nonché diserbato il giorno dell’inizio dei lavori, sia l’ideale per coltivare ortaggi che saranno poi mangiati anziché essere utilizzato solo per attività ricreative. Un elemento molto importante visto che il Sindaco, oltre a essere il primo cittadino, è anche il primo responsabile della salute dei suoi cittadini.

sabato 6 agosto 2016

Emergenze olfattive a Borgosatollo: la mia proposta di soluzione

In attesa di conoscere quanto emerso dal tavolo tra Comune di Borgosatollo, Brescia, Castenedolo, Arpa e ATS in merito all'emergenza olfattiva denunciata dai cittadini di Borgosatollo, e proveniente dall'azienda Systema Ambiente sita in Via dei santi, voglio proporre una possibile soluzione, non definitiva, ma che potrebbe obbligare i vertici aziendali a tenere controllate le emissioni.

Già il Comune di Brescia, per rispondere alle proteste dei residenti in Via dei santi che lamentavano l'eccessivo traffico di camion, ha imposto il divieto di transito dalla via in questione ai mezzi pesanti.
La conseguenza è stata che i camion, non potendo più passare da Brescia, sono stati costretti a transitare da Borgosatollo.

Quello che voglio proporre, e che il Comune ha la possibilità di fare, è di vietare il transito ai mezzi pesanti anche per il tratto di Borgosatollo, dalla palestra Global fino a dopo il curvone per intenderci. Quel tratto di strada è del Comune di Borgosatollo che potrebbe quindi prendere tale decisione. 

Una soluzione che non risolverebbe i problemi olfattivi, ma almeno metterebbe i bastoni fra le ruote all'azienda Systema Ambiente, costringendola a contattare l'Amministrazione locale per riconsentire l'accesso ai camion. 
In quel momento l'Amministrazione di Borgosatollo avrebbe il coltello dalla parte del manico dettando il compromesso di riaprire la strada a patto di un impegno concreto, e non teorico, da parte dell'azienda nella gestione dei controlli di qualità delle emissioni e dell'aria.

Ripeto che non si tratta di una soluzione definitiva, ma almeno si potrebbe tenere sotto controllo la gestione dei rifiuti e le emissioni che causano il malessere dei cittadini.

Questa è la proposta che suggerisco, ma credo che non verrà accolta dall'attuale Amministrazione che troppo tanto fa contro i deboli e troppo poco contro i forti.