lunedì 12 giugno 2017

Come si sconfigge la mafia? Votando!

Andrea Grasso: la mafia si sconfigge votando
Fonte: www.tp24.it
“Come si sconfigge la mafia?” “Cosa possiamo fare noi cittadini?” Queste sono due domande frequenti e ridondanti come un ritornello estivo che si sentono a ogni dibattito sulla mafia. Le risposte sono pressoché identiche tutte le volte, eppure la situazione è sempre la stessa. Anzi, peggiora di elezioni in elezioni: sempre più cittadini decidono di non andare a votare pensando che il non voto sia un atto di protesta, ma non capiscono che così facendo delegano soltanto i problemi ad altri, indebolendo le tante persone per bene (la maggior parte) che s’impegnano a vivere onestamente.

Le amministrative da poco concluse evidenziano ancor di più la gravità della situazione. Alle urne, infatti, si sono recati soltanto il 60,07% degli aventi diritto al voto. Un dato che conferma il calo rispetto alle amministrative del 2012 quando a votare si recò il 68% della popolazione.

Il voto è importantissimo e lo sono ancor di più le preferenze tramite le quali si ha la possibilità di scegliere il candidato o la candidata che più ci rappresenta. Non servono complicate operazioni matematiche per capire che più l’affluenza alle urne è bassa, più è facile per chi controlla il territorio, anche al nord e spesso nei piccoli Comuni, far eleggere in Consiglio comunale un rappresentante di proprio gradimento che all’occorrenza saprà cosa fare.

Nonostante ciò e nonostante le innumerevoli informazioni e notizie diffuse relative a inchieste giudiziarie, si continua a chiudere gli occhi o a votare il politico più “conveniente”. È quanto accaduto a Trapani, dove due candidati indagati, Antonio D’Alì e Girolamo Fazio, hanno preso rispettivamente il 23,54% e il 32,28% dei voti. Il candidato Fazio andrà al ballottaggio a differenza del candidato D’Alì che, però, può consolarsi sapendo di aver trascinato Forza Italia a essere il primo partito della città.

Ma chi sono Antonio D’Alì e Girolamo Fazio?
Antonio D’Alì, è Senatore della Repubblica e candidato sindaco per Forza Italia. Su di lui pende un’attesa di un giudizio della Corte di Cassazione su un processo per concorso esterno in associazione mafiosa. Il 23 settembre 2016 la Corte d’Appello di Palermo lo assolse per i fatti successivi al 1994 e dichiarava prescritti quelli precedenti, confermando quindi la sentenza di primo grado. Il 18 maggio 2017 la DDA di Palermo richiede al tribunale per il politico siciliano, candidato sindaco nella sua città natale, la misura del soggiorno obbligato a Trapani, in quanto socialmente pericoloso, che verrà discussa in luglio.
Girolamo Fazio, già sindaco dal 2001 al 2012 e sostenuto da alcune liste civiche e dall’UdC, invece, è stato arrestato nel bel mezzo della campagna elettorale (poi rimesso in libertà ma resta indagato per corruzione e traffico di influenze). Lo stesso Fazio era anche deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana dalla quale è stato sospeso dopo l’arresto.

Siamo un Paese libero e ognuno di noi può scegliere di non votare, ma una cosa è fondamentale tenerla a mente: possiamo decidere di non occuparci di politica e di mafia, ma ricordiamoci che la politica e soprattutto la mafia si occuperanno sempre di noi.