giovedì 25 agosto 2016

Battaglia sugli orti sociali: il comitato non si arrende

dal Bresciaoggi
di giovedì 25 agosto 2016 (pag. 23)

Articolo di Cinzia Reboldi

BORGOSATOLLO. Continua il braccio di ferro sul parco di via Brodolini

Il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva del progetto ma i residenti non demordono «L’iter presenta anomalie»

«No» agli orti sociali in un parco pubblico. Lo hanno ribadito ieri i cittadini di via Brodolini a Borgosatollo in un incontro organizzato da Andrea Grasso, commissario comunale e membro del comitato di quartiere «Il parco di tutti non si tocca». Accanto a lui Angelo Pola della commissione 1 del Comune e una delegazione dei residenti che attraverso l’avvocato Pietro Garbarino ha presentato il ricorso al Tar. Nella battaglia di carte bollate il primo round è stato vinto dall’Ammministrazione civica. I giudici amministrativi - in attesa di esprimersi sul merito della vertenza -, hanno respinto la richiesta di sospensiva della delibera di Giunta. «La mobilitazione non è contro gli orti sociali - precisa Grasso -, ma sulla collocazione sbagliata. Ciò che vogliamo mettere in evidenza è il valore simbolico che il parco rappresenta per tutto il quartiere». L’area verde di via Brodolini ha una storia che risale ai primi anni Novanta, quando era stata utilizzata come discarica di rifiuti edili provenienti dalle costruzioni della zona. Il progetto dell’esecutivo dell’epoca prevedeva la realizzazione di un parcheggio, e fu allora che i residenti si rimboccarono le maniche: pulirono il terreno, lo piantumarono e lo dotarono di impianto di irrigazione. «Siamo consapevoli che il parco necessita di una riqualificazione - spiega Grasso -, ma questo deve avvenire attraverso la collocazione di nuove strutture per bambini e anziani, panchine e giochi, che invece dal 2009 ad oggi sono state tolte ogni volta che c’era la necessità di destinarle ad altre aree del paese». Il dissenso dei residenti non riguarda solo via Brodolini, «ma tutte le aree verdi del paese - spiega Grasso -: non si valorizza un parco privatizzandolo e diminuendo la sua fruibilità pubblica». «Concordiamo con l’esecutivo sul fatto che gli orti sociali debbano essere collocati in una zona centrale - gli fa eco Angelo Binosi, portavoce dei residenti -. Per questo non ci siamo limitati a dire no, ma abbiamo elencato delle alternative, ma le risposte sono state tutte negative». Secondo le famiglie di via Brodolini, anche le tempistiche evidenziano delle anomalie. «L’analisi del terreno è stata effettuata ai primi di maggio dalla Indam, che ha consegnato i referti il giorno 21 - afferma Pola -. Solo il 30 maggio la Giunta ha deliberato l’approvazione a procedere con le analisi e la scelta del parco di via Brodolini. Il primo giugno è stata convocata la cittadinanza per annunciare la scelta. Praticamente una posizione decisa a tavolino e presentata quando ormai i giochi erano fatti». «LE ANALISI del terreno, seppur con i valori nella norma, evidenziano la presenza di metalli pesanti, e quindi di sostanze nocive. Ha senso coltivarci ortaggi? - si chiede Angelo Pola -. Bisognerà anche capire cosa è stato usato per diserbare il terreno, visto che il regolamento comunale vieta l’utilizzo di sostanze chimiche e anticrittogamici». Il braccio di ferro, insomma, continua. «La scelta dellla Giunta e va nella direzione della riqualificazione sia del parco che del quartiere - precisa l’assessore alla Cultura Marco Frusca -. Sono stati già installati nuovi giochi, tavoli e panchine in un parco ormai abbandonato da tempo e sottoutilizzato. Siamo attenti alle esigenze del quartiere e abbiamo messo in campo un progetto importante, come quello degli orti sociali, proprio per rivitalizzarlo. Posizione condivisa dal giudice, visto che non ha ritenuto di sospendere i lavori, neanche in via precauzionale». Lavori fermi dall’inizio di agosto «sia per i tempi tecnici dettati dal diserbo che per l’attesa della sentenza del Tar sulla sospensiva», spiega Frusca. Ma che adesso potrebbero riprendere.

Orti sociali nel parco Brodolini: il Tar non blocca il progetto

dal Giornale di Brescia
di giovedì 25 agosto 2016 (pag. 21)

Articolo di Elena Bolpagni

Respinta la richiesta di sospensiva dei residenti «Non c’è alcuna urgenza», l’udienza il 21 settembre

Respinta la richiesta di sospensiva per il progetto degli orti sociali mossa dai residenti del quartiere Brodolini: il Comune può continuare la realizzazione degli appezzamenti all’interno del parco. Il Tar di Brescia ha deciso che «non sussistono i presupposti di estrema gravità ed urgenza» per determinarne la sospensione, in quanto l’attività comunale non trasformerà il suolo in modo irreversibile «né implica la realizzazione di opere inamovibili».Respinta dunque la richiesta di decreto cautelare urgente, si entrerà nel merito il 21 settembre, in camera di consiglio. Residenti. Il ricorso al Tar ha un altro punto saliente per i residenti nel quartiere Brodolini: «il principale elemento per cui abbiamo proposto il ricorso è l’eccesso di potere dell’attuale Amministrazione, con la quale mancano dialogo e condivisione - spiega Andrea Grasso, membro della commissione ambiente - il desiderio dei residenti è vedere parco Brodolini attrezzato per ospitare anziani e bambini. Rifiutiamo l’idea degli orti sociali nei parchi».In questo periodo il Comune ha aggiunto una panchina, un tavolo e un gioco ad un’altalena già esistente, ma gli abitanti non hanno intenzione di scendere a compromessi. Nei mesi scorsi l’Amministrazione ha esposto le sue ragioni sulla scelta del parco per ospitare gli orti (zona centrale, area ben illuminata, vicinanza alle scuole, impianto di irrigazione, buona qualità del terreno), ma gli abitanti non ci stanno.«Nel terreno si evidenziano, anche se con valori nella norma, metalli pesanti e sostanze nocive che non sono l’ideale per la coltivazione di ortaggi, oltre all’utilizzo nel parco di diserbante; proponiamo aree decentrate dove posizionare gli orti, per esempio la zona nord del laghetto di Gerole o l’ex vivaio». La replica. La risposta del Comune è decisa. «Intendiamo valorizzare e rivitalizzare quel parco con un progetto innovativo che vede dopo anni la riqualificazione dell’area - spiega Marco Frusca, assessore con delega alla comunicazione - l’Amministrazione pone al centro della politica comunale quel quartiere come progetto ecologico al passo con i tempi»

mercoledì 24 agosto 2016

Ufficiale il ricorso al TAR contro il Comune di Borgosatollo per gli orti

L’area verde di Via Brodolini, nota a tutta la cittadinanza come il Parco di via Brodolini ha una storia che risale ai primi anni novanta quando l’area era utilizzata come discarica di rifiuti edili provenienti dalle costruzioni della zona. Il progetto dell’allora A   amministrazione prevedeva che l’area diventasse un parcheggio e fu allora che i residenti del quartiere Brodolini decisero di impegnarsi per donare alla comunità un’area verde comune.
I cittadini hanno lavorato più di tre anni per ripulire il terreno, l’hanno piantumato e hanno costruito anche un impianto d’irrigazione grazie al loro lavoro.

Ciò che noi vogliamo porre in evidenza è il valore simbolico che il parco rappresenta per tutti quei cittadini del quartiere che hanno lavorato con le loro mani e i loro soldi per regalare a tutta la cittadinanza uno spazio verde pubblico.

Siamo consapevoli che il Parco necessita una riqualificazione, ma secondo noi la riqualificazione può passare soltanto dal posizionamento di nuove strutture per bambini e anziani, come scivoli, altalene e panchine che dal 2009 a oggi, invece, sono state tolte dall’Amministrazione e destinate ad altre aree. La sistematica rimozione delle sopra citate strutture ha contribuito all’allontanamento di molti bambini rendendo il parco meno partecipato. Riteniamo, inoltre, che un parco non si valorizzi privatizzandolo e diminuendo la sua fruibilità pubblica. 

Vogliamo sottolineare, però, che il nostro dissenso non riguarda solo il parco di Via Brodolini, ma si tratta di un pensiero più ampio secondo il quale nessun parco deve essere limitato della sua dimensione pubblica. Il progetto degli orti sociali è più che valido, ma la collocazione non può e non deve essere un parco, nemmeno per valorizzarlo. I parchi sono parchi e basta, sono fatti per giocarci e rilassarsi, non per essere coltivati a insalata, pomodori e carote.

Contestiamo, inoltre, la scelta del parco in questione perché se è vero che gli orti sociali migliorano l’assetto urbano, è anche vero che, come accaduto per esempio a Brescia in zona Poliambulanza, i terreni scelti non dovrebbero essere spazi già pubblici ma aree inutilizzate che, tra l’altro, esistono a Borgosatollo.
Concordiamo con l’Amministrazione sul fatto che gli orti sociali debbano essere collocati in una zona centrale del paese, per questo non ci siamo limitati a dire no, ma abbiamo anche elencato altre aree verdi, sempre centrali al paese, dotate di sistemi d’irrigazione e che più si addicono allo scopo, ma le risposte avute sono state tutte negative.

Da qui nasce il ricorso al TAR, oggetto principale della convocazione della conferenza stampa, che è fondato principalmente su un elemento: l’eccesso di potere dell’attuale Amministrazione. 
Gli Amministratori locali sono stati eletti democraticamente dai cittadini e per questo hanno il compito e il dovere di amministrare il Paese prendendo le decisioni che più ritengono giuste. Sono però venuti a mancare lo spirito democratico, la condivisione d’idee e soprattutto il dialogo. Gli attuali Amministratori hanno decantato la loro volontà di dialogo, ma solo a parole e mai con i fatti. Riportiamo di seguito alcune date per spiegare: nei primi giorni di maggio la ditta Indam ha iniziato un lavoro di analisi del terreno i cui risultati sono stati consegnati in data 21 maggio. In data 30 maggio, quindi dopo le analisi, la Giunta ha deliberato l’approvazione a procedere con le analisi, approvazione che doveva essere antecedente all’inizio delle analisi, e ha deliberato la scelta del Parco di via Brodolini. In data 1 giugno, vale a dire due giorni dopo la delibera, l’Amministrazione ha convocato la cittadinanza presso il Parco in questione per annunciare l’ufficialità della scelta. Alla luce di queste date, ci chiediamo dove sia il maggior dialogo democratico. Una posizione decisa a tavolino giorni prima e presentata alla cittadinanza da un'Amministrazione comunale che dice di saper ascoltare.

In conclusione vogliamo fare un appunto non di poco conto sulle analisi del terreno che, seppur con valori che sono risultati nella norma, evidenziano la presenza di metalli pesanti, e quindi sostanze nocive, quali l'arsenico, il cromo totale, il vanadio, lo zinco (quasi al limite), il piombo e il cobalto. I risultati delle analisi portano a chiederci se il terreno del Parco di via Brodolini, peraltro confinante con una strada molto trafficata nonché diserbato il giorno dell’inizio dei lavori, sia l’ideale per coltivare ortaggi che saranno poi mangiati anziché essere utilizzato solo per attività ricreative. Un elemento molto importante visto che il Sindaco, oltre a essere il primo cittadino, è anche il primo responsabile della salute dei suoi cittadini.

sabato 6 agosto 2016

Emergenze olfattive a Borgosatollo: la mia proposta di soluzione

In attesa di conoscere quanto emerso dal tavolo tra Comune di Borgosatollo, Brescia, Castenedolo, Arpa e ATS in merito all'emergenza olfattiva denunciata dai cittadini di Borgosatollo, e proveniente dall'azienda Systema Ambiente sita in Via dei santi, voglio proporre una possibile soluzione, non definitiva, ma che potrebbe obbligare i vertici aziendali a tenere controllate le emissioni.

Già il Comune di Brescia, per rispondere alle proteste dei residenti in Via dei santi che lamentavano l'eccessivo traffico di camion, ha imposto il divieto di transito dalla via in questione ai mezzi pesanti.
La conseguenza è stata che i camion, non potendo più passare da Brescia, sono stati costretti a transitare da Borgosatollo.

Quello che voglio proporre, e che il Comune ha la possibilità di fare, è di vietare il transito ai mezzi pesanti anche per il tratto di Borgosatollo, dalla palestra Global fino a dopo il curvone per intenderci. Quel tratto di strada è del Comune di Borgosatollo che potrebbe quindi prendere tale decisione. 

Una soluzione che non risolverebbe i problemi olfattivi, ma almeno metterebbe i bastoni fra le ruote all'azienda Systema Ambiente, costringendola a contattare l'Amministrazione locale per riconsentire l'accesso ai camion. 
In quel momento l'Amministrazione di Borgosatollo avrebbe il coltello dalla parte del manico dettando il compromesso di riaprire la strada a patto di un impegno concreto, e non teorico, da parte dell'azienda nella gestione dei controlli di qualità delle emissioni e dell'aria.

Ripeto che non si tratta di una soluzione definitiva, ma almeno si potrebbe tenere sotto controllo la gestione dei rifiuti e le emissioni che causano il malessere dei cittadini.

Questa è la proposta che suggerisco, ma credo che non verrà accolta dall'attuale Amministrazione che troppo tanto fa contro i deboli e troppo poco contro i forti.