lunedì 24 settembre 2012

Nessuna alleanza con l'UDC. Per chi avesse ancora dei dubbi


scritto per nonmifermo

Nel mese di agosto, una dichiarazione di Nichi Vendola a margine dell'incontro con Pier Luigi Bersani ha animato per diversi giorni il dibattito politico. In molti, fra militanti di SEL e non, a credere ad una apertura da parte di Vendola a Pier Ferdinando Casini e all'Udc. Eppure le dichiarazioni, a parer mio, erano chiare e inequivocabili: "Non vogliamo subire veti, non poniamo veti ne’ ultimatum a nessuno. Ma occorre essere chiari: se si e’ d’accordo nel superare le politiche liberiste delle destre, se si vogliono difendere i diritti sociali e l’equita’ sociale a partire dall’art.18, se si vogliono difendere i diritti civili a partire dai diritti delle coppie di fatto e gay, tutti sono benvenuti" (qui il comunicato ufficiale).
Non sono bastate neppure le smentite e le dichiarazioni ufficiali a placare gli animi e così per qualche giorno, l'accordo PD, SEL, Udc ha tenuto banco sui quotidiani nazionali e in rete dove gli  attivisti del web si sono divertiti a raffigurare Vendola accanto a Casini e Bersani.
E così si è giunti all'Assemblea nazionale di Sinistra Ecologia Libertà del 31 agosto al termine della quale è stato approvato a larghissima maggioranza (8 voti contrari su 147 accreditati) un documento (che si può leggere per intero qui) che stavolta non può davvero lasciare spazio ad innumerevoli interpretazioni. Qui la parte del documento che chiude in tutti i sensi all'Udc:

nel corso del mese di agosto si è alimentata una discussione che ha messo insieme legittime preoccupazioni, reazioni emotive e palesi strumentalità. Non faremo nessun accordo elettorale e di governo con l'Udc. Se non fossero bastati i chiarimenti forniti tanto da Vendola che da Bersani, riteniamo utile ribadire che l'Udc è un partito che non appartiene al campo del centrosinistra e che per motivi politici, e quindi non astrattamente pregiudiziali, non farà parte del progetto di governo che intendiamo portare alla guida del paese. L'Udc si è distinta in questi mesi per i suoi fallimenti, dal “terzo polo” alla “cosa bianca”, e per i suoi richiami a proseguire l'esperienza di Monti, magari anche riproponendo una grande coalizione. La risposta a queste richieste è stata l'avvio del percorso segnato dall'incontro tra Bersani e Vendola.

E poi ancora le dichiarazioni di qualche giorno fa di Nichi Vendola: "Non discutiamo più di Udc e Pier Ferdinando Casini. L'incompatibilità è nelle cose. Quelli che noi chiamiamo moderati hanno impedito all'Italia di progredire nei costumi e nella vita civile. Abbiamo il dovere di costruire una coalizione per un vero cambiamento, non di mettere insieme come una forzatura le nostre agende e i nostri popoli".
Lo so, dal caos di agosto ad oggi è passato del tempo. Però mi piace ricordare ogni giorno, a chi crede ancora all'apertura di Vendola a Casini, che l’Udc è fuori dal campo del centrosinistra.