mercoledì 11 dicembre 2013

Lettera aperta alle compagne e ai compagni di Sel Brescia

Ai componenti dell’Assemblea federale di SEL Brescia
A tutte le compagne e i compagni della Federazione SEL di Brescia

Il Congresso della Federazione di Brescia tenutosi domenica scorsa ha reso evidenti alcune difficoltà, già evidenziatesi sei mesi fa, che, non adeguatamente affrontate, ci hanno portato ad una situazione di difficoltà che dobbiamo e vogliamo affrontare.
Oggi la situazione si presenta complessa.
Crediamo sia stato un errore delegare al solo Congresso federale un improprio ruolo salvifico e l’arduo compito di operare una sintesi politica che tenesse in considerazione le diverse sensibilità che animano il dibattito interno al partito. Compito che, evidentemente, non abbiamo saputo svolgere. Il Congresso, infatti, non ha né sciolto né approfondito il merito della linea politica e si è trasformato in uno scontro muscolare privo di prospettiva, finendo per amplificare le contraddizioni interne al partito.
Tutto ciò rischia di compromettere l’unità, quell’unità che è patrimonio di tutte e tutti.
La mancata presentazione di un documento alternativo all'unico in discussione, da noi proposto, ha chiaramente impedito una sana discussione interna e la definizione di una sintesi politica che avrebbe arricchito tutte e tutti.
Com’è emerso nel corso del Congresso e in questi anni di duro lavoro sul territorio, nessuno di noi voleva e vuole minare l’unità del partito.
Noi crediamo in Sinistra Ecologia e Libertà e abbiamo a cuore la sua sorte. Lo abbiamo dimostrato nei fatti ogni giorno con la nostra militanza attiva, con la nostra presenza nelle piazze, sui luoghi di lavoro, nei conflitti sociali e con l'impegno quotidiano e non virtuale in cui ci siamo volentieri spesi.
Ci rallegriamo che il documento “a Brescia, per un congresso non rituale” abbia ottenuto il consenso della stragrande maggioranza delle compagne e dei compagni che hanno preso parte al Congresso federale. In particolare desideriamo sottolineare il contributo delle compagne e dei compagni del Circolo M. Hack che non solo hanno condiviso il documento, ma lo hanno arricchito di contenuti innovativi, integrandolo con il loro ordine del giorno. Il dato politico, l’unico emerso in maniera netta e inequivocabile, è che tale approvazione impegnerà l'azione politica di SEL a Brescia per i prossimi tre anni. Siamo orgogliosi di avere contribuito alla definizione della futura linea politica della nostra federazione, che esce da questo Congresso ben delineata nelle sue prospettive e negli strumenti di azione.
Ringraziamo inoltre le compagne e i compagni che hanno voluto dare fiducia agli estensori di quel documento, eleggendo in assemblea federale, ai primi tre posti per preferenza, compagne e compagni che a tale documento fanno esplicito riferimento. Una stima e una responsabilità che cercheremo di onorare al meglio.
Ora è il momento di rilanciare l'identità e il ruolo di SEL e la sua collocazione nel centrosinistra. Per utilizzare le parole di Marco Furfaro: “oggi più che mai abbiamo il dovere di rilanciare SEL per farne l'epicentro della sinistra italiana e dar modo a tanti e tante che si sentono esclusi da questo processo di partecipazione. Liberiamo energie, troviamo modi innovativi, pensiamoli insieme. Ne abbiamo bisogno. Non arrendiamoci al fatto che sia Matteo Renzi a rappresentare la sinistra. SEL era nata per ricostruire la sinistra, il campo largo, il centrosinistra, riaprire la partita. Questa sfida va rilanciata e con forza”.
La nostra proposta resta in campo con convinzione, nella consapevolezza che sia necessario affermare coerenza fra la linea politica emersa dal Congresso e la dirigenza che dovrà attuarla nel quotidiano. Una dirigenza fatta di nomi, volti, corpi e cuori, disposti a farsi carico della responsabilità e del privilegio di coordinare la Federazione nei prossimi anni sulla base dell'unico progetto politico valutato ed approvato dalle iscritte e dagli iscritti.
Ribadiamo, come scritto nel documento, che auspichiamo un confronto, che intendiamo continuare il percorso insieme a tutte e tutti coloro che, come noi, continuano a credere in SEL. Restiamo tuttavia indisponibili a soluzioni pasticciate che siano inutili scorciatoie per evitare di affrontare i nodi che, per responsabilità di tutte e tutti, hanno appesantito e frenato lo sviluppo e la crescita sociale e politica del nostro partito.
Ci muove l'unico scopo di fare chiarezza e contribuire alla crescita del nostro partito, poiché riteniamo che il solo modo di generare unità sia aprirsi a un confronto vero, capace di dare senso alla vocazione di partito aperto ed inclusivo che SEL ha voluto percorrere fin dalla sua nascita.

Le compagne e i compagni che si riconoscono nel documento “A Brescia, per un Congresso non rituale”.

Per chi volesse leggere e scaricare il documento "A Brescia, per un Congresso non rituale” può farlo cliccando qui.