venerdì 8 gennaio 2016

L'Italia che non cambia. Ritratto di un paese che nella lotta alla cultura mafiosa è rimasto fermo agli anni '80

Gli anni passano e le lotte continuano, soprattutto quelle contro la mafia e la sua cultura, eppure il pensiero dell'italiano medio sembra essersi fermato agli anni '80 senza aver fatto alcun passo in avanti.
Di seguito pubblico due lettere, la prima scritta da Patrizia Santoro (una vicina di casa di Giovanni Falcone) e pubblicata sul Giornale di Sicilia il 14 aprile 1985, la seconda inviata da un genitore rappresentante di classe della scuola frequentata dai figli di Gianluca Maria Calì (qui la sua storia).
Vi invito a leggerle entrambe e a chiedervi quali differenze trovate. Io, personalmente, non ne trovo, e questo mi amareggia molto.
Detto questo, IO STO E STARÒ CON GIANLUCA, SEMPRE!!

Lettera scritta da Patrizia Santoro:

"Sono un'onesta cittadina che paga regolarmente le tasse e lavora otto ore al giorno. Regolarmente tutti i giorni (non c’è sabato o domenica che tenga), al mattino, nel primissimo pomeriggio e alla sera (senza limiti di orario) vengo letteralmente assillata da continue e assordanti sirene di auto della polizia che scortano i vari giudici. Ora, mi domando,  è mai possibile che  non si possa riposare un  poco nell’intervallo del lavoro e, quanto meno, seguire un programma televisivo in pace, dato che, pure con  le finestre chiuse, il rumore delle sirene è molto forte? Non è che questi “egregi signori” potrebbero essere piazzati tutti insieme in villette alla periferia della città, in modo tale che sia tutelata la tranquillità di noi cittadini-lavoratori e l’incolumità di noi tutti, che nel caso di un attentato siamo regolarmente coinvolti senza ragione (vedi strage Chinnici)?"

Lettera scritta dal genitore rappresentante di classe

"Buonasera dottoressa XXXXXXX
La mail di questa mattina ha creato parecchia preoccupazione tra i genitori della 1X
I genitori vogliono spiegazioni soprattutto dopo che in maniera indipendente hanno letto articoli e petizioni che riguardano il Papà della nostra scuola.
I genitori hanno paura che possa succedere qualcosa di molto serio ai loro bambini, anche perché qui non si tratta di un gruppo di ragazzacci.
Vogliano capire che cosa verrà detto durante la riunione del 13, chi presenziera', se saranno presenti le forze dell'ordine o meno...
Alcuni genitori non vogliono partecipare alla riunione se sarà presente solo il signore Cali' senza polizia o carabinieri, temono possa succedere qualcosa in quell'occasione, altri stanno pensando di far cambiare scuola ai propri figli perché preoccupati della loro sicurezza, io stessa mi sto interrogando da questa mattina se sia il caso di lasciare che siano i nonni o la tata ad andare a prendere i bambini a scuola, quando la scuola non è più un luogo sicuro.
Mi dispiace per questa mail, ma l'invito di sta mattina ha creato molta polemica e sinceramente visto che vanno avanti dalle 9 di sta mattina, penso sia doveroso il suo intervento.
Alcuni genitori andranno alla polizia domani per chiedere controllo e sicurezza...
Mi dispiace, ma la situazione così non ci piace per nulla e rattristati per i piccoli che subiscono l'eredità dei padri, ci sentiamo di dover proteggere i nostri di figli da una situazione incontrollata ed esogena.
Sarebbe il caso che i bambini in questione uscissero da una porta secondaria e non all'orario canonico e comunque vorremmo tutti maggiori misure di aocurezza, perché non ci sentiamo sicuri.
Certa di un suo cortese riscontro.
Grazie
Cecilia XXXXXXX
Rappresentate 1X"