domenica 11 settembre 2016

Vertenza orti sociali: Il comitato «resiste» nella difesa del parco


dal Bresciaoggi
di giovedì 8 settembre 2016 (pag. 21)

Articolo di Cinzia Reboni

BORGOSATOLLO. Dopo la sospensiva respinta

«Ordinanza del Tar interlocutoria ma il nostro ricorso ha solide basi»

Il comitato di via Brodolini non arretra di un passo. L’ordinanza del Tar che ha respinto la richiesta di interrompere i lavori degli orti sociali, non inficia secondo i residenti del quartiere di Borgosatollo mobilitati per salvaguardare uno spicchio di parchetto, i presupposti giuridici del ricorso. «Il Tar - precisa Andrea Grasso nella duplice veste di commissario comunale e membro del comitato -, si è limitato a respingere una richiesta di sospensiva chiesta con un rito speciale, vale a dire il pronunciamento di un solo giudice e senza il contraddittorio fra le parti. Sul merito del ricorso che evidenzia una serie di anomalie amministrative formali e di contenuto dell’iter del progetto dovrà avvenire, come suc- cede sempre, davanti al Tar in forma collegiale composto da tre giudici. Il giudice ha motivato la sua decisione dicendo che bisogna capire il tipo di lavori e quanto gli orti stravolgeranno l'attuale stato dei parco». Gli orti sociali - secondo i residenti -, sacrificano un segmento dell’area verde diventata un simbolo del quartiere. Nei primi anni Novanta, lo spazio era una sorta di discarica di rifiuti edili. Il progetto dell’esecutivo dell’epoca prevedeva la realizzazione di un parcheggio, e fu allora che i residenti si rimboccarono le maniche: pulirono il terreno, lo piantumarono e lo dotarono di impianto di irrigazione.

«NON SIAMO CONTRO gli orti sociali - ribadisce Grasso -, ma ci sono soluzioni alternative addirittura migliori di quelle di via Brodolini -. Le analisi del terreno, seppur con i valori nella norma, evidenziano la presenza di metalli pesanti, e quindi di sostanze nocive. Ha senso coltivarci ortaggi?», si chiede Pola. Il comitato vuole anche capire cosa è stato usato per diserbare il terreno, «visto che il regolamento comunale vieta l’utilizzo di sostanze chimi- che e anticrittogamici». Il braccio di ferro, insomma, continua aspettando che il Tar si esprima nel merito del ricorso.