domenica 5 gennaio 2014

La lotta alla mafia mette radici al parco «Peppino Impastato»

dal Giornale di Brescia
del 29 dicembre 2013 (pag. 16)


Rete Antimafia e un gruppo di scout hanno piantato un albero dopo un viaggio nei luoghi che ricordano le vittime del crimine organizzato
Una due giorni particolare quella organizzata da Rete Antimafia Provincia di Brescia e Opera 1, gruppo scout di Milano. Le due associazioni hanno pianificato un
 percorso a tappe 
in alcune città del
la Lombardia alla
 scoperta dei luoghi che ricordano
le vittime di mafia, ascoltando anche le testimonianze di coloro
stati tenuti in scacco dalle organizzazioni criminali. Prima tappa l’incontro con Lino Cauzzi, imprenditore di Desenzano che ha denunciato di essere stato vittima di una truffa, diventata presto estorsione, in seguito alla quale si è visto costretto a cedere i suoi cinque alberghi all’organizzazione di stampo mafioso dei Catapano.
Il gruppo, dieci scout milanesi accompagnati da rappresentanti bresciani della Rete Antimafia, ha quindi visitato uno degli alberghi di Cauzzi, a Mantova, ancora inagibile a causa di un incendio dolo- so risalente al 2011. Terza e ultima tappa della giornata il parco di San Polo intitolato a Peppino Impastato, simbolo della lotta alla mafia. Qui, alla presenza dell’assessore alla Sicurezza del Comune di Brescia Valter Muchetti, i ragazzi hanno piantato un albero in ricordo di quanti, come l’attivista siciliano, hanno paga- to la loro ribellione con il prezzo più alto: quello della vita. «Piantare questo piccolo albero - ha spiegato Arthur Cristiano, presidente della Rete Antimafia della Provincia - è un gesto simbolico, ma l’impegno che vuole trasmettere è concreto».
 A questo proposito l’assessore Muchetti ha ricordato co- me Brescia, seconda solo a Milano in Lombardia per infiltrazioni mafiose, debba impegnarsi quotidianamente nella lotta alla criminalità organizzata: «L’Amministrazione comunale è in prima linea - ha dichiarato Muchetti - ma è la società civile a fare la differenza», la sollecitazione che ha lanciato. Il progetto costruito insieme a Opera 1 si conclude oggi con un incontro con Antonino Giorgi, esperto di psicologia mafiosa: insieme a lui i ragazzi costituiranno dei gruppi di studio per affrontare il tema della criminalità organizzata da una prospettiva nuova.
Nicole Orlando