domenica 5 gennaio 2014

Un albero contro la mafia Gli scout si mettono in «Rete»

dal Bresciaoggi di domenica 29 dicembre
Articolo di Arianna Lenzi

L’INIZIATIVA. L’associazione in campo per fare informazione e ricordare il pericolo di infiltrazioni anche in città
Luca Dondoni e Andrea Grasso in prima fila a spiegare la necessità di informare: «Vogliamo affermare che il ricordo delle vittime non è svanito e noi lottiamo per loro»
Arianna Lenzi

Rete Antimafia e scout pianta- no un albero e parlano della mafia. «Per noi il gesto di pian- tare un albero rappresenta il voler affermare che il ricordo delle vittime della mafia non è svanito, ma è vivido e rappresenta una battaglia inconclusa. La mafia è una ferita aperta ancora da sanare». Così racconta Luca Dordoni, studente universitario alla Facoltà di Giurisprudenza di Brescia e membro della «Rete Antimafia», dal 2010 attiva sul territorio bresciano ed impegnata per educare alla coscienza civica e promuovere la legalità. Con Luca Dordoni e Andrea Grasso, membri della rete, si sono raccolti ieri al parco intitolato a Peppino Impastato di San Polo anche i ragazzi di un gruppo scout del milanese, che da qualche mese collaborano con l’associazione bresciana, partecipando e sostenendo le iniziative che questa propone. Tra le quali l’idea, messa in pratica ieri pomeriggio, di piantare un albero simbolo della lotta e della resistenza alle violenze mafiose. «I ragazzi del gruppo scout, grazie ad una ricerca su inter- net, sono venuti a conoscenza della nostra associazione e ci hanno contattato: volevano mettersi al lavoro e fare qual- cosa di concreto per conosce- re e sensibilizzare su di un problema purtroppo ancora troppo presente» spiega Andrea Grasso, lasciando la parola ad Alessandro Cicirello, uno dei membri più anziani ieri presente al parco di via Vittorio Arici. «VOLEVAMO INDAGARE la situa- zione più da vicino, cercando di informarci meglio su quali potessero essere i risvolti di una presenza mafiosa sul territorio, soprattutto se nel nord Italia, dove ancora si crede che la ‘Ndrangheta sia una realtà estranea, lontana. - dice - Collaborare con la “Rete Antimafia” di Brescia è per noi un’esperienza di crescita e comprensione della società molto preziosa». «Quest’anno l’argomento per tutti gli scout italiani è “Il coraggio di...”, tema che sarà anche affrontato al campo nazionale durante l’estate 2014. - spiega Clara Belletti, una delle “quote rosa” del gruppo - Per questo motivo, tutti insieme, abbiamo deciso che avvicinarci al tema della mafia fosse più che doveroso». «All’interno della “Rete Anti- mafia” abbiamo intrapreso un percorso psicologico - continuano i ragazzi della “Rete” - Questa è la ragione per la qua- le, oggi pomeriggio, uno psicologo terrà un corso, aperto a tutti, sul tema della “Psicologia mafiosa” al Comitato della Pace di Borgosatollo: perchè è solo aumentando la conoscenza e la consapevolezza, lavorando sulla legalità, che le grandi piaghe della società possono essere combattute in maniera efficace».