lunedì 21 marzo 2016

I comitati ambientalisti bresciani uniti in un unico appello: “BASTA VELENI”

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A Brescia la “questione ambientale” ha assunto negli ultimi dieci anni un’elevata importanza a causa delle numerose criticità. Quasi 60 milioni di metri cubi di rifiuti e veleni interrati, emissioni e qualità dell’aria fuori controllo, falda contaminata da cromo esavalente e solventi clorurati, diossina e PCB. É per questo che da giugno quaranta comitati tra Brescia e Provincia hanno deciso di riunirsi attorno a un tavolo comune e apartitico per elaborare un documento unitario chiamato “BASTA VELENI”

A Brescia la “questione ambientale” ha assunto negli ultimi dieci anni un’elevata importanza a causa delle numerose criticità. 
Quasi 60 milioni di metri cubi di rifiuti e veleni interrati, emissioni e qualità dell’aria fuori controllo, falda contaminata da cromo esavalente e solventi clorurati, diossina e PCB del Sito Caffaro (valori superiori di 5/6 volte rispetto a Taranto), incremento delle malattie respiratorie nei bambini del quartiere San Polo confermato da studi effettuati dall’Asl di Brescia. L’insostenibile situazione del Comune di Montichiari sul cui territorio sono presenti decine di discariche autorizzate dai primi anni 90 fino a oggi e ancora la presenza nel Comune di Brescia dell’inceneritore più grande d Italia e d Europa costruito per bruciare 200.000 tonnellate circa di rifiuti (fabbisogno calcolato per Brescia e Provincia), ma che a causa del decreto Sblocca Italia arriverà a bruciare quasi un milione di tonnellate di rifiuti urbani e speciali. 
È altresì noto che i rifiuti sversati tra il Casertano e il Napoletano assommerebbero a circa dieci milioni di metri cubi. Ebbene, quelli sversati sul territorio della sola provincia di Brescia raggiungono la cifra iperbolica che si avvicina ai sessanta milioni di metri cubi.
Dalla documentazione predisposta dalla Provincia di Brescia, anni addietro, in vista del nuovo Piano provinciale rifiuti, con un censimento abbastanza meticoloso aggiornato a fine 2005, ricaviamo che tra discariche cessate (109) e discariche ancora attive (30) sono stati interrati complessivamente circa trentacinque milioni di metri cubi di rifiuti speciali, pericolosi e non, e “inerti”.
 A questi vanno aggiunte le discariche “fantasma” quelle non censite perché gestite prima della normativa sui rifiuti speciali del 10 settembre 1982, che sulla base delle produzioni storiche del settore metallurgico e chimico, si possono stimare in almeno circa cinque milioni di metri cubi. Sono le discariche “abusive” che riemergono quando si costruisce ad esempio la BreBeMi o la Tav.
Tirate le somme ecco il cumulo immenso di rifiuti speciali che sono stati sversati sul territorio bresciano: 58.705.500 milioni di metri cubi.
In seguito a queste e altre emergenze ambientali, il lavoro e il ruolo dei comitati spontanei dei cittadini bresciani s'è fatto sempre più importante e incessante dimostrandosi, spesso, l'unico baluardo a difesa del territorio.

É per questo che da giugno quaranta comitati tra Brescia e Provincia hanno deciso di riunirsi attorno a un tavolo comune e apartitico per elaborare un documento unitario chiamato “BASTA VELENI”.
Il documento è stato sottoscritto da tutti i comitati partecipanti al tavolo ed è stato inviato in Regione e in Provincia per chiedere una moratoria sulle discariche: non farne più e bloccare le autorizzazioni. S’è parlato anche di suolo p, inquinamento, di tutte
Il documento-moratoria è poi stato inviato anche a tutti i Sindaci della provincia con l’obiettivo di fare informazione nelle rispettive zone di appartenenza sostenendosi tra i vari comitati aderenti.

Una delegazione ha anche incontrato il vescovo Monari di Brescia per spiegargli la situazione e chiedergli di coinvolgere tutte le parrocchie nell'adesione alla grande manifestazione del 10 aprile. Il Comitato sta inoltre incontrando tante realtà locali radicate sul territorio come gli scout e le Acli con l’obiettivo di allargare il più possibile il tavolo a tutta la società civile, di volontariato e anche al mondo cattolico che, vista l'enciclica di Papa Francesco "Laudato Sì", dovrebbe essere maggiormente coinvolto.

Oltre alle consuete assemblee territoriali, i comitati hanno pensato e organizzato serate collettive per coinvolgere quante più persone possibili. Il primo appuntamento è stato il concerto di mercoledì 16 marzo che ha visto la partecipazione gratuita e interessata di tanti artisti bresciani.
Il secondo appuntamento sarà però quello più importante e che, tra l’altro, ha già avuto adesioni da ambientalisti di tutto il nord Italia L’occasione sarà una grande manifestazione che si terrà domenica 10 con partenza alle 14:30 dal Parco Gallo e arrivo previsto alle 16 in Piazza Paolo II davanti alle sedi simbolo della Prefettura e della Provincia.

A chiedere aiuto non è solo il Comitato BASTA VELENI, ma soprattutto il nostro territorio, le nostre campagne, i nostri fiumi e il futuro dei nostri figli, amici e parenti.