giovedì 16 marzo 2017

Aula vuota per la discussione sul "Fine Vita". Facciamo chiarezza

Lunedì 13 marzo è iniziata alla Camera dei Deputati la discussione sulla legge del biotestamento. Nella stessa giornata sono impazzate fotografie che ritraevano l'aula della Camera semi-deserta. Numerosi anche gli articoli di testate giornalistiche autorevoli che non si sono lasciate scappare l'occasione per scagliarsi contro l'ipocrisia, presunta, dei politici di tutti gli schieramenti. 

L'estrema difficoltà in cui versa l'attuale società pronta a puntare il dito contro tutto e tutti, però, dovrebbe imporre, quantomeno agli organi d’informazione, una maggiore attenzione prima della pubblicazione di qualsiasi notizia.

Facciamo quindi chiarezza su quanto realmente accaduto lunedì 13 marzo alla Camera. 
Il lunedì è il giorno solamente prefissato per le discussioni generali delle leggi alle quali non posso iscriversi tutti i parlamentari, ma soltanto alcuni. Di ogni gruppo parlamentare, infatti, a seconda del numero dei membri che ne fanno parte, possono iscriversi soltanto uno o due parlamentari. Solo ed esclusivamente i parlamentari iscritti potranno prendere la parola, per un tempo minimo, per esporre il giudizio del gruppo di riferimento emerso dalla Commissione. 
La discussione degli emendamenti e le votazioni, invece, iniziano martedì con la presenza di tutti i parlamentari.

Il lunedì, inoltre, è anche giornata di Commissioni, il che significa che alcuni parlamentari non erano in aula perché impegnati a discutere altri temi. Nel caso specifico di lunedì 13 marzo, tra l'altro, erano in corso le Commissioni I e II (Affari costituzionali e Giustizia) per discutere il Decreto Legge Minniti sulla sicurezza.

Ci sono poi parlamentari che, non essendo iscritti a parlare durante la discussione generale e non facendo parte delle Commissioni convocate il lunedì, hanno svolto normale attività istituzionale sul territorio.

Va bene criticare la classe politica quando se lo merita, ma cerchiamo di restare obiettivi senza cadere nella polemica gratuita che alimenta solo la confusione.